

















Quando si tratta di bruciare grassi, spingere forte non è sempre la strategia migliore.
Anzi, spesso succede l’opposto.
Molti studi sul metabolismo hanno dimostrato che il corpo tende a bruciare più grassi quando lavora a un’intensità moderata, in quella che gli esperti chiamano Zona 2. (Tra un attimo vedremo il motivo.) [1]
Negli ultimi mesi, nei pressi di Padova, sempre più persone stanno provando una tecnologia che sfrutta proprio questo principio.
Un trattamento leggero che — in soli 40 minuti — combina luce rossa e lavoro cardiovascolare controllato per portare il cuore nella frequenza metabolica “brucia-grassi”.
Si chiama Infrabaldan. — il nome è curioso, ma l’impatto che sta avendo sul corpo di centinaia di italiani sta attirando sempre più attenzione.
Naturalmente i risultati possono variare da persona a persona.
Tuttavia, chi prova l’Infrabaldan racconta quasi sempre la stessa esperienza.
Durante la seduta la pedalata è leggera, il respiro rimane tranquillo e il corpo si scalda gradualmente.
A volte, si mettono anche a chiacchierare, senza che venga loro il fiatone.
Eppure, quando il trattamento termina…
E quando il trattamento viene inserito in un percorso regolare, i cambiamenti iniziano a vedersi anche sulla bilancia e allo specchio.
Alcuni clienti raccontano di aver perso circa 300–500 grammi a settimana, mentre altri hanno registrato risultati ancora più evidenti.
Ad esempio, un cliente del centro ha perso 3,8 kg in circa un mese di percorso.
Ecco perché nove volte su dieci, chi l’ha provata è tornato almeno una seconda volta.
E tra un attimo soltanto ti svelerò come adesso puoi provarla anche tu. Gratis. Senza alcun tipo di impegno.
Sono un naturopata ed esperto di ottimizzazione fisica.
Negli ultimi anni ho aiutato centinaia di italiani di ogni età a rimettersi in forma e ritrovare un equilibrio migliore tra energia, metabolismo e composizione corporea.
Per questo ho fondato Overed, un centro a Padova specializzato nel combinare tecnologie e trattamenti avanzati per aiutare il corpo a recuperare forma fisica, energia e funzionalità metabolica.
Nel tempo ho studiato e testato molte soluzioni diverse.
E la tecnologia che negli ultimi anni sembra aver attirato più interesse tra le persone che vogliono perdere peso in modo sostenibile è quella che utilizza fotobiomodulazione e lavoro cardiovascolare controllato in Zona 2.
Si chiama InfraRed.
Il punto non è solo quello che mangi, quanto ti muovi o quante calorie provi a bruciare.
Il problema è che, con il passare degli anni, il metabolismo tende a rallentare.
Succede per diversi motivi:
Allo stesso tempo anche il sistema metabolico si arrugginisce.
Perciò, il corpo fatica di più a utilizzare i grassi come carburante e tende a bruciare più facilmente zuccheri.
Perdere peso diventa quindi molto più difficile.
Ti alleni… sudi… fai fatica… ma l’ago della bilancia non si smuove neanche a pregarlo.
Il problema è che il corpo non utilizza sempre lo stesso carburante durante l’attività fisica.
A seconda dell’intensità dello sforzo, il metabolismo cambia completamente strategia.
Quando l’attività è troppo intensa, il corpo ha bisogno di energia immediata.
E l’energia più veloce da utilizzare non sono i grassi… ma gli zuccheri (glicogeno) immagazzinati nei muscoli.
Questo significa che durante allenamenti molto intensi consumi soprattutto carboidrati, non grassi.
Al contrario, quando l’attività è troppo leggera (tipo quando cammini lento per fare shopping), lo stimolo metabolico è insufficiente e il corpo non attiva i meccanismi che portano a bruciare più grassi.
Ed è proprio qui che entra in gioco un concetto fondamentale della fisiologia dell’esercizio…
Gli esperti di fisiologia dell’esercizio dividono l’intensità dell’attività fisica in diverse zone cardiache.
Ogni zona corrisponde a una diversa risposta metabolica del corpo.
Una di queste è chiamata Zona 2.
In questa condizione il metabolismo riesce a utilizzare una percentuale più alta di grassi come fonte di energia, invece di consumare quasi solo zuccheri.
L’ossidazione dei grassi richiede più ossigeno e più tempo rispetto all’utilizzo dei carboidrati.
Quando l’intensità dell’attività è troppo elevata, il corpo ha bisogno di energia immediata e quindi passa in automatico a consumare glicogeno.
Ma quando il ritmo rimane moderato e controllato, l’organismo ha il tempo di attivare i meccanismi metabolici che permettono di utilizzare i grassi come carburante principale.
È proprio per questo che la Zona 2 viene spesso chiamata “frequenza brucia-grassi”.
Il problema è che raggiungere e mantenere questa zona non è così semplice come sembra.
Ed è qui che entra in gioco l’InfraRed.
Perché, a differenza di un normale allenamento cardio, non si limita a farti pedalare o a farti sudare.
Questa tecnologia combina due stimoli diversi per stimolare il metabolismo:
Ecco come funziona il trattamento
Lavoro cardiovascolare controllato
Fotobiomodulazione – Luce Rossa
La fotobiomodulazione a luce rossa aggiunge un secondo stimolo.
Vedi, questa tecnologia aiuta a stimolare l’attività dei mitocondri, le strutture cellulari responsabili della produzione di energia.
In altre parole, mentre il lavoro cardiovascolare controllato aiuta il corpo a utilizzare più grassi come carburante, la luce rossa aiuta le cellule a gestire meglio i processi energetici.
Il risultato è una stimolazione del metabolismo sia a livello cardiovascolare sia a livello cellulare, favorendo come fonte di energia l’utilizzo dei grassi — anche quelli più difficili da perdere.
Molte persone raccontano di uscire dal nostro centro con la percezione di aver fatto movimento senza aver fatto fatica.
Il corpo è caldo, la sudorazione aumenta e spesso la sera stessa si avverte una sensazione di rilassamento fisico più profondo.
Il giorno dopo diversi clienti riferiscono anche altre cose:
Un membro del nostro team ti ricontatterà per fissare l’appuntamento e spiegarti come funziona la prima seduta.
Attenzione: per garantire la qualità del servizio, i posti disponibili ogni settimana sono limitati e vengono assegnati in ordine di richiesta.
A presto,
Tony Manfron
FONTI:
1 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/